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Il palazzo dell’acquedotto di Bari venne progettato dall’ ingegnere Cesare Brunetti e fu terminato nel 1932; in sintonia con la tradizione locale, è in stile romanico pugliese. Per gli arredi e le decorazioni venne richiesto Duilio Cambellotti che si ispirò al tema dell’acqua avvalendosi di ditte specializzate per la produzione dei mobili, delle vetrate e delle decorazioni marmoree, in terracotta e ferro battuto.

Al primo e al secondo piano del palazzo dell’acquedotto di Bari, è possibile ammirare affreschi rappresentanti cavalli, rondini e giochi d’acqua; inoltre è presente un tappeto di lana di notevoli dimensioni, raffigurante il ciclo di vita dell’acqua, dalla sorgente alla sua erogazione. Nel 2000 l’edificio ha subito alcune trasformazioni, soprattutto al primo piano, per l’apertura di un museo della Storia dell’AQP, di una sala conferenze e di una biblioteca con archivi multimediali e fotografici.