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Ostuni, la città bianca

Ostuni, la città bianca

Sulle ultime  propaggini  della Murgia meridionale sorge la città di Ostuni: la sua città vecchia, detta La Terra , è inconfondibile per  l’accecante monocroma colorazione del suo abitato,rigorosamente bianco.  Le case tinteggiate di calce e la peculiare topografia hanno fatto meritare epiteti fiabeschi, come Città Bianca, Regina degli Ulivi, Città Presepe.

Il nucleo antico di Ostuni presenta una pianta ellissoidale circondata dalle mura e rinforzata dai torrioni aragonesi di cui ancora otto rispetto ai quindici originari sono presenti come inoltre parte dei baluardi che racchiudevano la città medievale. Probabile supporto dell’acropoli messapica, oggi Ostuni è un affascinante groviglio di stradine tortuose e anguste, corti, piazzette e vicoli che si susseguono tra loro; un tempo questa mappatura faceva capo a cinque porte che si aprivano nella cinta muraria, munite di torri, bertesche e piombatoi. Via Cattedrale divide in due parti la città passando nel vertice del ‘cono’ e dividendo il centro storico; le altre strade invece, sono vicoli ciechi o scalinate strette e ripide. Le abitazioni sono cubicolari, spesso scavate nella roccia, unite da archi e semiarchi che fungono da contrafforti e da sostegno; come pure palazzi che, per gli stemmi gentilizi, i portali e la varietà delle linee architettoniche, con macchie d’ocra dorato ombreggiano l’accecante bagliore del bianco labirinto.

Sulla sommità del colle, infine, si erge la Cattedrale, mirabile sintesi di elementi romanici, gotici e veneziani, che domina la Piana degli ulivi secolari fino al mare.

Monte Sant’Angelo (Foggia)

Monte Sant’Angelo (Foggia)

Monte Sant’Angelo è il centro più elevato del Gargano ed è situato in posizione panoramica sullo sperone meridionale del promontorio con vista sul Tavoliere e sul golfo di Manfredonia. Di principale interesse è ilSantuario di San Michele Arcangelo, realizzato tra i secoli V e VI con all’ interno pregevoli testimonianze artistiche.

Deve il suo sviluppo alla fine del V secolo, quando l’Arcangelo Michele apparve in una grotta. I Longobardi, che in quel periodo dominavano nell’Italia meridionale, ne fecero il loro santuario nazionale. In breve divenne rinomato in tutta la Cristianità e meta obbligata, non solo per i pellegrini di tutta Europa, ma anche per i Crociati in partenza per Gerusalemme, per papi e sovrani.

Si accede al Santuario, scendendo per una lunga ed ampia scalinata. Le porte d’ingresso sono di bronzo e furono fuse a Costantinopoli nel 1076, per conto del nobile Pantaleone di Amalfi. Gli altari e le immagini che le adornano, sono scolpite nella stessa roccia della grotta. Sull’altare centrale, invece, troneggia la bianca e meravigliosa statua marmorea di Andrea Sansovino e, sul presbiterio, la cattedra vescovile scolpita su pietra del XII sec.