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Cattedrale di San Sabino

Cattedrale di San Sabino

Nella parte inferiore della facciata della Cattedrale di San Sabino, si aprono tre portali realizzati nell’ XI secolo. La parte superiore è ornata da un rosone la cui ghiera è riccamente decorata da sculture raffiguranti mostri ed esseri fantastici. Internamente la chiesa presenta tre grandiose navate divise da sedici colonne che sorreggono archi e finti matronei. La cripta conserva nell’altare le reliquie di San Sabino e l’icona della Madonna Odegitria che, secondo la tradizione, sarebbe stata qui trasferita nel secolo VII. Sul lato sinistro del transetto è ubicata la sacrestia, di forma cilindrica, detta Trulla, forse in origine un battistero.

La Cattedrale di San Sabino è situata nel cuore della Bari Vecchia e riprende con le sue forme dotate di linee severe ed armoniose la struttura della vicina Basilica di San Nicola. Per secoli fu punto di riferimento del clero e del potere politico cittadino, in quanto sede dell’ Arcivescovado  .

Di notevole valore storico-artistico è la sua porzione ipogea denominata “succorpo“, itinerario museale di grande suggestione con interessanti brani di archeologia riferibili a quattro principali momenti storici: la fase romana, la fase paleocristiana e alto medievale e la fase moderna.

Adiacente alla Cattedrale, nel palazzo della Curia, il Museo Diocesano conserva pregevoli opere d’arte a testimonianza delle prestigiose committenze che intesero abbellire l’edificio sacro nel corso dei secoli.

Teatro Petruzzelli

Teatro Petruzzelli

Il Teatro Petruzzelli, venne costruito nel 1903 in Piazza Cavour Bari ed è l’espressione del gusto della borghesia locale che auto-celebrava la condivisione dell’arte, intravedendo nello spazio del teatro la possibilità di rappresentare opere artistiche in tutte le sue forme.

Caratterizzato da elementi architettonici e stilistici di chiaro gusto umbertino, in linea con gli altri edifici del Borgo Murattiano, venne progettato dall’ingegnere Angelo Messeni, ma prende il suo nome dal commerciante barese Antonio Petruzzelli, autore del progetto originario. Il risultato fu un teatro impostato su modelli noti quali il San Carlo di Napoli e l’Opèra di Parigi.

Tra il 1989 ed il 1903 vennero adoperate nella fabbrica maestranze locali per ergere un maestoso edificio con una capienza di 1500 spettatori e con ambienti di grande impatto scenografico arricchiti con un apparato decorativo di gusto eclettico: oltre al sontuoso foyer arricchito da una tela dell’Armenise, l’ampia platea, sovrastata da ben due ordini superiori di posti e dall’ampio loggione, risultava sormontata dalla poderosa cupola decorata da tempere sempre dell’Armenise, a cui si deve inoltre la decorazione del sipario raffigurante l’arrivo a bari, nel 1002, dei Veneziani in difesa della città dai Saraceni.

La ricostruzione del Teatro Petruzzelli, conclusasi nel dicembre del 2008, ha voluto mantenere fermi gli originari valori di condivisione di uno spazio simbolico tutto locale, nel senso di un progetto indissolubilmente legato all’identità barese e più in generale pugliese, oggi come allora tornato alla ribalta grazie ad un prestigioso cartellone di appuntamenti di respiro internazionale.

Il palazzo dell’acquedotto

Il palazzo dell’acquedotto

Il palazzo dell’acquedotto di Bari venne progettato dall’ ingegnere Cesare Brunetti e fu terminato nel 1932; in sintonia con la tradizione locale, è in stile romanico pugliese. Per gli arredi e le decorazioni venne richiesto Duilio Cambellotti che si ispirò al tema dell’acqua avvalendosi di ditte specializzate per la produzione dei mobili, delle vetrate e delle decorazioni marmoree, in terracotta e ferro battuto.

Al primo e al secondo piano del palazzo dell’acquedotto di Bari, è possibile ammirare affreschi rappresentanti cavalli, rondini e giochi d’acqua; inoltre è presente un tappeto di lana di notevoli dimensioni, raffigurante il ciclo di vita dell’acqua, dalla sorgente alla sua erogazione. Nel 2000 l’edificio ha subito alcune trasformazioni, soprattutto al primo piano, per l’apertura di un museo della Storia dell’AQP, di una sala conferenze e di una biblioteca con archivi multimediali e fotografici.

Basilica di San Nicola, Bari

Basilica di San Nicola, Bari

La Basilica di San Nicola è indubbiamente uno dei simboli della città di Bari; di stile bizantino presenta un impianto basilare a tre navate con transetto continuo terminante in tre absidi. Una curiosità sta nel transetto formato da due arcate trasversali su cui sarebbe dovuta sorgere una cupola che non venne mai realizzata.

Il matroneo della Basilica di San Nicola, invece, è realizzato in stile nordico, ed è il primo esempio comparso nel territorio pugliese. L’interno è un intreccio di numerosi capitelli che riprendono temi bizantini, con inserti figurativi che vivacizzano le armonie, e capitelli che fondono motivi e forme di matrice classica con altri tratti con miniature anglo-normanne.

La caratteristica cripta della Basilica di San Nicola è costituita da trentasei campate coperte da volte a crociera; un altare di pietra situato nel presbiterio conserva le reliquie da cui per secoli è trasudata la manna: un liquido tutt’ora distribuito in ampolle di vetro ai fedeli. Tutto lo spazio sacro è pavimentato con mosaico in opus sectile con motivi geometrici bizantini. L’esterno si presenta fortemente compatto, con absidi racchiuse entro una cortina muraria e la facciata affiancata da due torri. Notevole la decorazione dei portali e del protiro impostato su colonne sorrette da leoni stilofori. A testimonianza della fase barocca rimane il monumentale soffitto in legno intagliato e dorato con dipinti di Carlo Rosa raffiguranti Scene della vita e dei miracoli del Santo.

Castello normanno Svevo

Castello normanno Svevo

Il meraviglioso Castello normanno Svevo sorge sui resti di antiche strutture bizantine ed  è la risultante di diverse fasi edilizie che furono comprese fra il dodicesimo e il XVI secolo. In origine venne edificato da Ruggero il Normanno nel 1131 architetturalmente caratterizzato da un impianto quadrangolare con torri quadrate alle estremità. Fra il 1233 e il 1240 il Castello normanno Svevo venne ristrutturato da Federico II di Svevia che aggiunse il portale ogivale (lato ovest) con archivolto scolpito, il vestibolo voltato a crociera e la loggetta affacciata sul cortile, con capitelli di raffinata fattura firmati da Minerrus da Canosa, Melis da Stigliano e Ismael, e la Sala Sveva che si trova nel lato nord. Fra il 1501 e il 1549 Isabella d’Aragona e la figlia Bona Sforza, duchesse di Bari, stabilirono nel castello una raffinata corte rinascimentale e, per adeguarlo all’introduzione delle armi da fuoco, lo fortificarono con una cinta bastionata ed un ampio fossato.

Infine, nell’Ottocento il Castello normanno Svevo venne trasformato dapprima in carcere e successivamente  in caserma; oggi il castello è sede della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Bari, Barletta-Andria-Trani e Foggia.

Alcune sale accolgono mostre temporanee ed eventi culturali, mentre altre ospitano una gipsoteca e una sala multimediale; si possono inoltre visitare scavi archeologici di epoca bizantina, normanna e svevo-angioina.

Nella Sala Multimediale del Castello normanno Svevo, aperta nei giorni di lunedì, martedì, giovedì e venerdì, dalle ore 09,00 alle ore 13,00, è possibile assistere alla proiezione di un filmato sulla storia del Castello Svevo di Bari, in lingua italiana, inglese, francese e tedesca. Sono visitabili anche degli scavi con i resti di preesistenze bizantine e normanne.

Chiesa Russa

Chiesa Russa

Chiesa Russa

Bari dagli inizi del Novecento essendo destinazione da secoli dei viaggi di pellegrinaggio ortodosso, ha aperto le porte all’ Oriente ospitando la Chiesa Russa in onore di San Nicola. A due passi dal centro murattiano, nel 1913 venne posata la prima pietra della chiesa secondo le istruzioni dell’architetto A. V. Ščusev.

In seguito, con la Prima Guerra Mondiale e la successiva Rivoluzione Russa, la Chiesa ospitò numerosissimi pellegrini anche se quelli russi si ridussero sensibilmente a fronte di quelli greci ortodossi. Con il passare degli anni questo comportò, come soluzione estrema, la vendita della Chiesa da parte del Patriarcato di Mosca nel 1937 al Comune di Bari.

Dopo più di mezzo secolo, nel 1998,  la Chiesa Russa fu riaperta ad una rappresentanza del Patriarcato di Mosca con la conseguente ripresa dei rapporti religiosi e culturali tra Bari e la Russia; da allora è stato possibile celebrare nuovamente messe ortodosse regolari che si alternano fra la cripta della Basilica di San Nicola (giorni feriali) e la Chiesa Russa (giorni festivi). Nel 2009, invece, la chiesa è stata simbolicamente riconsegnata dal presidente Napolitano al presidente russo Medvedev.

L’assetto della chiesa non è mutato dalle sue origini. La struttura con pianta a croce greca è sovrastata dalla celebre cupola verde – azzurra che poggia su un alto tamburo. I mobili e l’arredamento sono stati realizzati a Bari su progetto e con manodopera di artigiani e artisti russi, proprio per alimentare il forte senso di appartenenza della struttura da entrambe le parti. Al suo interno è presente anche la preziosa e nota icona del santo, lì collocata fin dall’edificazione della chiesa.

La Chiesa Russa è da sempre uno dei simboli della città di Bari e rappresenta concretamente l’espressione tipica dell’accoglienza barese, che si manifesta sul piano culturale quanto su quello dell’inserimento degli stranieri nella vita attiva della città. La cupola, simbolo indiscusso di questa struttura, con il suo colore scintillante e la sua forma originale, nelle giornate di sole svetta risplendendo sulla linea della città, mentre ai suoi piedi inonda di luce anche il giardinetto sottostante meta di anziani che si riparano all’ombra dei suoi alberi e di bambini che si divertono con piccole giostre.